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In Art We Trust


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Bisogna credere nella cultura e nell'arte per rilanciare questo paese dormiente e infestato dagli scandali del calcio, della politica, della finanza, dei Savoia e della Tv

Bisogna credere nell'Arte perché è l'unica risorsa che ci rimane e che può salvarci da questo squallore.

IN ART WE TRUST. Modelli di governance per i beni culturali, un convegno a Roma il 22 giugno

Il 22 giugno prossimo presso la sede dell'Avvocatura dello Stato, in Sala Vanvitelli, Via dei Portoghesi 12 a Roma, si terrà il convegno "In art we trust. Modelli di governance per i beni culturali", organizzato dalla Confcultura in collaborazione con l'Avvocatura dello Stato e con il patrocinio del Presidente della Repubblica.


CULTURA E TURISMO CULTURALE: DATI ECONOMICI

A fronte di una situazione economica generale di stagnazione, il settore della cultura, in particolare il segmento del turismo culturale, è uno dei pochi comparti a non essere in crisi e che manifesta, invece, un certo grado di vivacità.

Il Turismo è uno dei settori fondamentali della nostra economia e rappresenta l’11,5% sul PIL e occupa il 9,4% della forza lavoro totale. Tuttavia negli ultimi anni risente della generale difficoltà che sta vivendo la nostra economia. A livello mondiale gli arrivi, tra il 2003 e il 2004, sono aumentati del 10,7% e nel quadriennio 2000-2004 la variazione positiva è pari all’11,2%. In Europa il tasso di crescita nel primo periodo è pari al 4,9% e nel secondo periodo la crescita degli arrivi è quasi il 7% (6,6%).

In Italia il settore del turismo vive una un momento di generale difficoltà. Tra il 2003 e il 2004 gli arrivi sono aumentati del 4% circa, mentre le presenze sono cresciute di appena lo 0,2%. L’Italia ha perso competitività in un settore in cui negli anni passati ha avuto una leadership incontrastata. Nel 2003 l’Italia è scesa al quarto posto della classifica mondiale degli arrivi e nel 2004 ha perso ulteriormente un posto passando al quinto, sorpassata dalla Cina. La perdita di competitività è da ricondursi a carenze strutturali del nostro sistema ricettivo e alla forte concorrenza di altri paesi, tra cui vi è la Spagna, che hanno saputo meglio organizzarsi e meglio promuovere e comunicare la propria offerta.

Non tutti i diversi segmenti del turismo hanno avuto un andamento negativo. In questo settore il segmento che più ha resistito ed ha evitato una completa deblacle è il turismo culturale. Il flusso di turisti indirizzato verso i monumenti, musei, mostre, ed eventi cultural negli ultimi anni è cresciuto ad un tasso superiore alla media. Secondo i dati forniti dall’Ufficio di Statistica del MiBAC, i musei statali hanno registrato, nel 2004, più di 32 milioni di visitatori, con un tasso di crescita del 5,8% in più rispetto all’anno precedente, con una media di quasi il 5% nel periodo 1999-2004.

Le presenze nelle città d’arte, negli ultimi quindici anni, sono cresciute del 94% , con un peso sul totale delle presenze turistiche di circa il 24% . Ciò significa che un turista su quattro è attratto dalle bellezze artistiche e dall’offerta culturale presente nelle nostre città.

Il turismo culturale rappresenta circa il 30% della domanda turistica totale e origina il 36% del fatturato totale dell’intero settore. Nel 2004 il fatturato è stato pari a 31 miliardi di euro con un incidenza pari al 2% sul PIL.

Questi sono gli effetti più immediati e diretti ma, se si considera l’indotto sui settore ricettivo, manifatturiero, del commercio e del trasporto, l’impatto economico cresce in maniera esponenziale.

E' opportuno sottolineare che gli investimenti in cultura sono insufficienti. La dotazione finanziaria totale del MiBAC oscilla tra lo 0,50% e lo 0,45% del totale, mentre la Finanziaria del 2005 prevedeva un taglio al FUS di 36 milioni di euro rispetto all’anno prima, taglio che nel 2006 diventa ancora più consistente ossia pari a 87 milioni di euro


1 Responses to “In Art We Trust”

  1. Anonymous missy 

    Complimenti per il blog e per i temi che tratti.
    A proposito di "turismo culturale" (ben venga, per carità!), c'è però da dire che si tratta di un argomento di facile appetito per quelli che io chiamo "avventurieri della cultura", cioè personaggi dell'ultima ora, senza preparazione e con molti agganci, che si introducono nel nostro settore e progettano (trovando fondi) iniziative mordi-fuggi che non restano in termini di qualità e di approfondimento. Parlo di mostricciole, convegni, inaugurazioni e aperture di siti che poi rimangono chiusi tuto l'anno. In altre parole, dilettantismo.
    Oltre che , a furia di parlare di turista culturale, si rischia di non parlare più di "ricerca". Infatti, si aprono mostre ma la maggior parte dei magazzini sono pieni di opere di cui nessuno sa nulla, e le vetrine di altre opere non attribuite.

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Profilo

  • Nome: Blogger Culturale
  • Stato: Italia
  • Ho visitato il mio primo sito culturale all'età di 8 anni insieme ai miei genitori. Era il Colosseo e ne rimasi affascinato. Da allora non ho mai smesso di visitare monumenti. Ad un certo punto della mia vita ho deciso di trasformare questa mia passione in un lavoro. Mi sono iscritto ad un corso di laurea in management dei beni culturali laureandomi con il massimo dei voti. Da più di un anno lavoro nel settore culturale collezionando successi e delusioni. Essendo a contatto con diversi operatori mi sono fatto un'idea precisa. La gestione dei beni culturali, salvo pochi casi, versa in una condizione disastrosa. La mancanza di risorse, gli sprechi assurdi, le carenze organizzative e la presenza di persone incompetenti fanno si che il nostro patrimonio sia spesso mal gestito e sfruttato. In questo blog vorrei parlare liberamente di tutte le cose che non condivido e che avrei voglia di cambiare. Spero un giorno di poter essere un buon amministratore e di contribuire alla valorizzazione del nostro patrimonio o, per dirla alla maniera di P. Daverio, della nostra eredità culturale.
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